L’Oriente nella cultura spagnola del Rinascimento

 

L’Oriente nella cultura spagnola del Rinascimento

Mappa di Constantinopoli, 1422, Cristoforo Buondelmonti

Nell’ambito della convenzione con l’Università di Bahçesehir (Istanbul) si è svolto quest’oggi, presso la sede di Palazzo del Mediterraneo, un ciclo di lezioni dal titolo: Oriente e orientalismi nella cultura spagnola del Rinascimento: il contesto europeo

Promotrice dell’evento, nonché responsabile del gemellaggio, la professoressa Encarnación Sánchez García, docente di Lingua e Letteratura Spagnola presso la Facoltà di Lettere che, negli ultimi anni, si è concentrata sulla elaborazione dell’immagine dell’Oriente nella cultura spagnola.
La partnership con l’istituto turco era stata suggellata nel 2006 con un convegno svoltosi a Napoli dal titolo La Spagna e l’Oriente islamico, realizzato con la partecipazione del professore Bernardini, esperto di Lingua e Letteratura persiana e affidatario del corso di Storia dell’Impero ottomano presso il nostro ateneo.
All’incontro di stamattina è intervenuto, in quanto esperto di Storia della Turchia, Alain Servantie, responsabile a Bruxelles per l’ampliamento dell’ Unione europea ai paesi dell’est. Il suo contributo si è focalizzato sulla visione che pittori, letterati e uomini di governo dell’Europa occidentale (soprattutto francesi, italiani, tedeschi e spagnoli) avevano di Istanbul, prendono in considerazione come la documentazione conservata da relazioni di ambasciatori, mercanti e intellettuali testimoni i cambiamenti avvenuti nella Costantinopoli bizantina dopo l’arrivo dei Turchi. Gli ottomani incentivarono, infatti, la costruzione di moschee, ospedali e scuole permettendo lo sviluppo dell’intera area occupata.
L’oggetto dell’intervento della professoressa Sánchez Garcia è ben descritto già nel titolo, I ritratti dei Barbarossa nel museo di Paolo Giovio. Sono state esposte le circostanze della nascita del Museo creato da Giovio a Como, dedicato ai grandi uomini di guerra e di lettere, senza distinzione di patria o religione. È stata inoltre proposta un’attenta analisi dei ritratti e degli "elogia" dedicati ai Barbarossa, corsari vicini al sultano Solimano che portò l’impero ottomano ai massimi fulgori. I ritratti dei Barbarossa sono un esempio importante della costruzione di miti appartenenti all’impero turco elaborati in Italia e poi diffusi in Spagna e in altre aree occidentali, miti guerrieri e terrificanti ma che hanno anche connotazioni "umane" e "umanistiche".

Chiara Pasquinucci

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